Comunicazione aziendale: la vera sfida non è tecnologica, ma generazionale
Valori, talento e coaching: lo European Communication Monitor 2025/2026 racconta come la convivenza generazionale sta trasformando la comunicazione aziendale in Europa.
a cura di Matteo Cremaschi, membro di comitato STRP e delegato Comitato centrale pr suisse
Dal 2007, lo European Communication Monitor continua è uno dei riferimenti più autorevoli per comprendere l’evoluzione della comunicazione d'impresa e delle PR in Europa. La metodologia di ricerca è cambiata nel tempo, passando da una semplice analisi quantitativa (questionario somministrato a migliaia di professionisti della comunicazione in tutta Europa) a un lavoro focalizzato sulle tendenze, con interviste mirate e panel che coinvolgono 30 direttori comunicazione delle più importanti aziende europee (per citarne alcune: Adidas, AXA, Bosch, Carrefour).
L’edizione 2025/2026 si focalizza su un tema trasversale interessante: la convivenza, all’interno dei dipartimenti comunicazione delle organizzazioni, di generazioni con aspettative, linguaggi e logiche diverse. Quale impatto ha questa convivenza sulla comunicazione aziendale?
In occasione di un webinar organizzato recentemente da FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), la prof. Stefania Romenti (co-autrice) ha presentato le principali evidenze emerse nello studio, disponibile qui in versione integrale: www.communicationmonitor.eu
I tre spunti principali che meritano attenzione.
- Valori: il posizionamento basato sui valori è considerato sempre più strategico e importante. Ciononostante, non bastano più dichiarazioni formali. I valori sono funzionali solo se concretamente praticati. Servono coerenza e continuità su tutti i punti di contatto. Le nuove generazioni individuano rapidamente le incoerenze.
- Talento: Il Talent Management è messo sotto pressione. Viviamo in un momento storico unico caratterizzato da una proliferazione di informazioni e contenuti senza precedenti. Ciononostante, diminuisce la profondità di analisi e pensiero. Cambiano anche le aspettative: i giovani vivono in modo diverso il rapporto con la tecnologia, il work-life balance, la fedeltà verso l’azienda. Occorre un approccio strategico alla gestione dei talenti, promuoverli, valorizzarli, dare loro visibilità e opportunità, posizionando la divisione comunicazione come funzione trasversale, che offre percorsi di carriere diversificati e attraenti.
- Coaching: è una dimensione sempre più importante, anche per la gestione della comunicazione. Un fattore chiave nel panorama intergenerazionale. In questo contesto, il ruolo del comunicatore evolve, da esecutore a facilitatore. Diventano centrali pensiero strategico, gestione delle relazioni e solidità etica. Il coaching lavora su queste tre dimensioni.